Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 17 lug
- Tempo di lettura: 5 min
(29° settimana - anno 2025)

Citazione del giorno:
Castelluccio M.: “Porto dentro di me tempeste che nessuno vede, ma ogni giorno scelgo di camminare a testa alta con il sole sul volto”
Il dollaro ha recuperato parte delle perdite subite mercoledì, mentre i listini asiatici si sono mossi in modo contrastato, rispecchiando l’incertezza emersa sui mercati americani a seguito delle speculazioni sul futuro del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. La valuta statunitense si è rafforzata contro tutte le principali valute del G10, proseguendo la tendenza al rialzo iniziata a luglio. Lo yen è sceso fino a 148,59 contro il dollaro, con alcuni analisti che ipotizzano un possibile scivolamento oltre quota 150. Anche il dollaro australiano si è indebolito e i titoli di Stato locali sono stati venduti, riflettendo l’aumento delle aspettative di un taglio dei tassi già ad agosto. In Asia, i listini si sono mossi in una fascia ristretta, con Taiwan Semiconductor in calo in attesa dei conti trimestrali. I future sull’S&P 500 hanno perso lo 0,2%, invertendo parte del rialzo segnato nella seduta americana precedente, sostenuta dal chiarimento di Trump che ha minimizzato l’ipotesi di un licenziamento imminente di Powell. I Treasury hanno registrato un leggero calo, con il rendimento decennale in salita di due punti base al 4,48%. Le tensioni erano montate mercoledì, quando le indiscrezioni su un possibile allontanamento del presidente della Fed avevano causato un indebolimento generalizzato del dollaro, un calo dei rendimenti e un momentaneo sell-off azionario. Successivamente, Trump ha cercato di rassicurare i mercati affermando di “non avere intenzione di fare nulla” nei confronti di Powell, pur ribadendo il desiderio di tassi più bassi. Intanto, il presidente della Fed di New York John Williams ha difeso l’attuale politica restrittiva, giudicandola ancora appropriata. L’autonomia della banca centrale è tornata al centro del dibattito, con il CEO di Bank of America Brian Moynihan, quello di Goldman Sachs David Solomon e il numero uno di JPMorgan Jamie Dimon che hanno sottolineato pubblicamente l’importanza di un’istituzione monetaria indipendente. Secondo Deutsche Bank, un eventuale siluramento di Powell rappresenterebbe un rischio sottovalutato: nelle prime 24 ore potrebbe innescare un indebolimento del 3-4% sul dollaro commerciale ponderato e un allargamento dei rendimenti obbligazionari di 30-40 punti base. Sul fronte commerciale, Trump ha adottato un tono più conciliante con la Cina, nel tentativo di facilitare un incontro con Xi Jinping e raggiungere un accordo commerciale. Ha comunque ribadito l’intenzione di inviare lettere a oltre 150 Paesi per notificare nuove aliquote tariffarie comprese tra il 10% e il 15%. Il tentativo di allentare le tensioni commerciali arriva in parallelo alle indiscrezioni su nuovi negoziati con l’Unione Europea, mentre l’UE ha confermato l’invio a Washington del commissario al commercio Maros Sefcovic per incontrare il segretario al commercio Lutnick e il rappresentante per il commercio Jamieson Greer. Sul fronte societario, ASML ha pesato notevolmente sulle borse europee, crollando dell’11,4% dopo aver avvertito che potrebbe non raggiungere gli obiettivi di crescita per il 2026, nonostante ordinativi trimestrali superiori alle attese. Altri titoli legati ai semiconduttori, come BE Semiconductor, ASMI e STMicroelectronics, hanno perso tra il 2% e il 5%. Il comparto auto è stato tra i più colpiti, con Renault in calo del 18,5% a seguito di un profit warning, mentre Fuchs ha perso il 12,9% dopo il taglio delle previsioni per il 2025. A pesare sui listini anche l’aumento dell’incertezza legata ai dazi, che secondo UBS potrebbe penalizzare in particolare l’Europa, colpita da debolezza della fiducia e pressioni sui margini. Non sono mancati alcuni segnali positivi: il gestore svizzero Partners Group è salito del 5,1% dopo risultati migliori del previsto, mentre Diageo ha chiuso in rialzo dello 0,6% dopo l’annuncio delle dimissioni dell’amministratrice delegata Debra Crew. In Gran Bretagna, l’inflazione ha sorpreso al rialzo, con il CPI annuo che a giugno ha toccato il 3,6%, massimo da oltre un anno, alimentando nuove ipotesi di stretta monetaria. In Asia, le dichiarazioni di Nvidia sul ruolo della Cina nello sviluppo dell’intelligenza artificiale hanno suscitato interesse, con il CEO Jensen Huang che ha lodato i contributi locali al progresso dell’AI, mentre DeepSeek è stata indicata come una delle realtà più innovative del settore. Samsung ha invece ottenuto una vittoria legale in Corea, dove la Corte Suprema ha assolto il presidente esecutivo Jay Y. Lee da accuse di frode contabile e manipolazione azionaria. Nel settore delle M&A, Couche-Tard ha rinunciato alla sua offerta da oltre 45 miliardi di dollari per acquisire Seven & i Holdings, a causa della mancata disponibilità della controparte giapponese a negoziare. Sul mercato obbligazionario high yield, Kioxia ha collocato con successo 2,2 miliardi di dollari in bond spazzatura, segnalando un rinnovato appetito per il credito ad alto rischio. Il comparto energetico ha registrato un lieve rialzo del petrolio, mentre l’oro si è mantenuto stabile. In sintesi, i mercati restano sospesi tra il ritorno della volatilità politica, le dinamiche tariffarie globali e l’attesa per la prossima stagione delle trimestrali, con l’indipendenza della Fed che potrebbe tornare a essere un tema dominante per gli investitori internazionali. I market movers oggi sono: saldo della bilancia commerciale in Giappone, tasso di disoccupazione in Australia e Gran Bretagna, CPI (inflazione) nell’Eurozona, richieste dei sussidi alla disoccupazione e vendite al dettaglio negli stati Uniti.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso per lo più negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,22%, China A50 -0,44%, Hang Seng ha chiuso a +0,10%, il Nikkei +0,44%, l’Australia -0,82%, Taiwan ha chiuso a +0,95%, la Corea del Sud Kospi -0,85%, l’indice Indiano Sensex -0,19%. Il nostro FTSEMib -0,40%, Dax chiuso -0,21% Ftse100 -0,13%, Cac40 -0,57%, Zurigo +0,03%. Lo S&P500 +0,32%, il Nasdaq +0,25%, il Russell2000 +1,00%. L’oro ha chiuso a 3.359,10 ollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 66,38$ per il wti e 68,52$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 34,735. Lo spread BTP/BUND 89,400. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 17,16%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,09%, China A50 -0,05%, Hang Seng ha chiuso a +0,06%, il Nikkei +0,13%, l’Australia +0,67%, Taiwan ha chiuso a -0,09%, la Corea del Sud Kospi +0,05%, l’indice Indiano Sensex -0,19%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva mentre gli Stati Uniti sono negativi. L’oro si attesta a 3.348,22 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 66,76$ per il greggio e 68,80$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 118.512 e l’Ethereum 3.351.
Buona giornata.
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