Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 16 lug
- Tempo di lettura: 5 min
(29° settimana - anno 2025)

Citazione del giorno:
Charles Snyder: “la speranza nasce non solo dalla capacità di fissare mete ambiziose, ma anche dalla flessibilità di riorientarsi con creatività di fronte agli ostacoli”
Le borse asiatiche hanno registrato un calo contenuto mentre gli investitori hanno ridotto le scommesse su tagli dei tassi da parte della Fed dopo che i dati sull’inflazione USA hanno mostrato come alcune aziende stiano iniziando a trasferire ai consumatori parte dei costi legati ai dazi. L’indice MSCI della regione è sceso dello 0,1%, mentre a Hong Kong il comparto tecnologico ha guadagnato lo 0,6%, sostenuto dall’ottimismo sul possibile ritorno di alcune spedizioni di chip verso la Cina. Taiwan Semiconductor è salita fino all’1,8% a Taipei dopo le notizie sul progetto di un secondo impianto in Giappone. I future sul Nasdaq 100 e sull’S&P 500 sono scesi dello 0,1%. I Treasury si sono stabilizzati dopo che i rendimenti trentennali avevano superato il 5% nella sessione precedente, livello che non si vedeva da tempo e che riflette le preoccupazioni per una politica fiscale sempre più espansiva. Lo yen si è indebolito dello 0,1%, restando vicino ai minimi da aprile, mentre l’oro ha registrato un lieve rialzo. Gli operatori ora vedono solo una probabilità leggermente superiore al 50% per un taglio dei tassi a settembre, con le aspettative di ulteriori riduzioni nel corso dell’anno drasticamente ridimensionate. La componente core del CPI statunitense, che esclude energia e alimentari, è salita dello 0,2% su base mensile, frenata dal calo dei prezzi delle auto ma spinta dall’aumento dei beni soggetti ai dazi, come giocattoli ed elettrodomestici, che hanno segnato rialzi mai visti da anni. Secondo Seema Shah di Principal Asset Management, il rialzo dei prezzi indotto dai dazi dovrebbe restare temporaneo, ma con nuove tariffe annunciate, la Fed farebbe bene a restare cauta per qualche mese. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha suggerito che Jerome Powell dovrebbe farsi da parte al termine del suo mandato nel 2026. Tra i possibili sostituti emerge Kevin Hassett, uno degli storici consiglieri economici di Trump. Nel frattempo Trump ha annunciato un accordo con l’Indonesia che prevede un’aliquota del 19% sui beni esportati verso gli USA, senza dazi sulle merci americane in uscita. Secondo il governo di Giacarta, si tratta di una vittoria per settori a bassa intensità di capitale come calzature e abbigliamento. Il presidente ha inoltre ribadito che entro fine mese potrebbe imporre dazi sui farmaci e sui semiconduttori, in aggiunta alle tariffe “reciproche” già previste dal 1° agosto. Trump ha detto di essere fiducioso di concludere “due o tre” accordi commerciali prima dell’entrata in vigore delle nuove misure, citando l’India come uno dei paesi più vicini a un’intesa. Il comparto tecnologico asiatico ha beneficiato della notizia che Nvidia potrà riprendere la vendita del chip AI H20 alla Cina, dopo il via libera di Washington. Secondo Sarah Bianchi di Evercore ISI, questo sviluppo potrebbe trasformare la dipendenza globale dai chip USA in un punto di forza strategico, riducendo i timori di sicurezza nazionale. In Europa, gli indici principali hanno chiuso in calo, con lo STOXX 600 giù dello 0,4%, penalizzato dalle vendite su finanziari e healthcare. Le banche europee sono scese dell’1,1%, con Commerzbank, Banco BPM e Société Générale tutte in calo di oltre il 2%. Tra i peggiori anche il settore sanitario, dove Novo Nordisk ha perso il 2,3%. Il comparto auto ha sofferto per i timori legati ai dazi: BMW, Volkswagen e Mercedes-Benz hanno perso circa il 2%. Nel frattempo, l’UE ha accusato Washington di non voler finalizzare un accordo commerciale, minacciando contromisure in caso di mancato accordo. In controtendenza Londra, dove il FTSE 100 ha toccato un nuovo massimo storico grazie al rialzo di AstraZeneca (+2%), sostenuta da buoni risultati sul farmaco sperimentale contro l’ipertensione. Sul fronte societario, Ericsson ha battuto le attese ma è crollata del 7,7% a causa di un warning sui margini legato ai dazi. Barratt Redrow ha perso il 9,4% dopo aver comunicato un calo delle consegne. Tra le note positive, Orsted è balzata dell’8,3% dopo la promozione di Morgan Stanley, e Accelleron ha guadagnato l’8,7% grazie al rialzo delle stime sui ricavi. Negli USA, le trimestrali bancarie hanno aperto la stagione degli utili con JPMorgan che ha alzato le previsioni sui ricavi da interessi per il 2025 e battuto le attese. In chiusura di seduta, il Dow ha ceduto circa l’1%, l’S&P 500 lo 0,4% mentre il Nasdaq è salito dello 0,2%. Il CPI USA di giugno ha mostrato il maggiore aumento degli ultimi cinque mesi, alimentando i timori di un’inflazione spinta dai dazi e rafforzando l’ipotesi che la Fed possa rimanere ferma almeno fino a settembre. Guardando avanti, la settimana sarà animata da nuove trimestrali di big americani come Goldman Sachs, Morgan Stanley e ASML in Europa. Gli occhi restano puntati anche sulle trattative USA-UE e sui possibili sviluppi legati ai dazi. L’attesa per i dati macro come i CPI UK ed eurozona e i PMI preliminari completeranno un quadro che si preannuncia decisivo per i mercati globali. I market movers oggi sono: CPI (inflazione) in Gran Bretagna e Italia, PPI (indice dei prezzi alla produzione) negli Stati Uniti.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso positivi ad esclusione della Cina continentale. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,72%, China A50 -0,78%, Hang Seng ha chiuso a +0,27%, il Nikkei +0,19%, l’Australia +0,59%, Taiwan ha chiuso a +0,83%, la Corea del Sud Kospi +0,00%, l’indice Indiano Sensex +0,15%. Il nostro FTSEMib -0,64%, Dax chiuso -0,42% Ftse100 -0,66%, Cac40 -0,54%, Zurigo -0,50%. Lo S&P500 -0,40%, il Nasdaq +0,18%, il Russell2000 -1,99%. L’oro ha chiuso a 3.336,70 ollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 66,52$ per il wti e 68,71$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 34,350. Lo spread BTP/BUND 89,200. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 17,38%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere per lo più negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,22%, China A50 -0,44%, Hang Seng ha chiuso a +0,10%, il Nikkei +0,44%, l’Australia -0,82%, Taiwan ha chiuso a +0,95%, la Corea del Sud Kospi -0,85%, l’indice Indiano Sensex -0,19%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura negativa così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 3.345,30 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 66,94$ per il greggio e 69,00$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 117.975 e l’Ethereum 3.141.
Buona giornata.
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