Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 15 lug
- Tempo di lettura: 5 min
(29° settimana - anno 2025)

Citazione del giorno:
Marco Aurelio: “il miglior modo di vendicarci è di non assomigliare a chi ci ha offeso”
Le borse asiatiche si sono mosse in un intervallo ristretto mentre gli investitori hanno atteso i dati sull’inflazione statunitense per capire quanto i dazi voluti da Trump stiano effettivamente impattando l’economia prima di tornare a rafforzare le proprie posizioni. L’indice MSCI Asia Pacific ha oscillato tra lievi guadagni e leggere perdite, con le azioni cinesi continentali in calo dello 0,5%. Nonostante una crescita economica sopra le attese grazie alle esportazioni, la domanda interna in Cina resta debole, confermando uno squilibrio strutturale. I future sul Nasdaq 100 sono saliti dello 0,4% dopo che Nvidia ha annunciato la ripresa di alcune vendite di chip verso la Cina, segnale che potrebbe allentare parte delle tensioni tra Pechino e Washington sul fronte tecnologico. Il rendimento del decennale giapponese è salito ai massimi dal 2008, riflettendo i timori legati alle spese fiscali future, mentre l'oro è avanzato leggermente. Il dollaro e i Treasury sono rimasti stabili. Bitcoin, invece, ha perso il 2,3%, scivolando a circa 117.400 dollari, consolidando i recenti guadagni dopo aver toccato un massimo storico la settimana precedente. Il focus globale resta puntato sul dato CPI statunitense in arrivo, considerato determinante per valutare l’impatto dei dazi e capire se la Fed avrà margini per eventuali tagli. Il mercato delle opzioni sconta un movimento dell’S&P 500 intorno allo 0,6% in una direzione o nell’altra, in linea con le oscillazioni implicite degli ultimi mesi ma inferiori alla media degli ultimi dodici mesi. Nel frattempo, la Cina ha sorpreso con un PIL trimestrale migliore delle attese, sostenuto da esportazioni solide verso mercati extra-USA, ma il quadro interno resta fragile: i consumi continuano a rallentare e il deflatore del PIL è sceso per il nono trimestre consecutivo, segnando la serie negativa più lunga dal 1993. Retail sales e investimenti fissi sono risultati deboli, confermando un contesto in cui la produzione regge ma la domanda interna fatica. Sul fronte societario, Nvidia ha ottenuto rassicurazioni dal governo USA per poter esportare nuovamente il chip AI H20 verso la Cina, una svolta che ha dato slancio non solo al titolo ma a tutta la catena globale dei semiconduttori, interpretata come segnale distensivo nei rapporti commerciali bilaterali. In Europa, la seduta si è chiusa in leggero calo, con l’indice STOXX 600 in flessione dello 0,1%. I timori legati ai dazi annunciati da Trump sull’Europa a partire dal 1° agosto (30% sulle importazioni) hanno penalizzato soprattutto i titoli auto: BMW, Volkswagen e Mercedes-Benz hanno perso circa il 2% ciascuno. A contrastare le vendite ci hanno pensato banche e healthcare, con i titoli farmaceutici supportati dal rialzo di AstraZeneca, salita del 2% dopo risultati positivi su un nuovo farmaco per l’ipertensione. Le tensioni commerciali tra Bruxelles e Washington restano altissime. L’UE ha preparato un pacchetto di contromisure su beni americani per un valore di 72 miliardi di euro, comprese misure su aerei Boeing, automobili e bourbon. Il presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha dichiarato che si sta lavorando "senza sosta" per trovare un accordo che eviti un’escalation, mentre il commissario Maros Sefcovic ha parlato di progressi concreti, lasciando intravedere un’intesa possibile nei prossimi giorni. Nel frattempo, a Londra, il FTSE 100 ha toccato un nuovo massimo storico (+0,6%), trainato da AstraZeneca e dal comparto bancario. Il comparto difesa ha brillato con Renk in rialzo del 4,3% grazie a un upgrade degli analisti, mentre il settore minerario ha beneficiato del rally delle materie prime: rame, argento e platino continuano a salire, sostenuti da timori di interruzioni dell’offerta e acquisti speculativi. A Wall Street, l’S&P 500 e il Dow Jones hanno chiuso in lieve rialzo, mentre il Nasdaq ha guadagnato circa un quarto di punto percentuale, sostenuto dal rimbalzo tech e dalle attese per la nuova stagione delle trimestrali. Tra i titoli in evidenza Meta Platforms, che ha annunciato grandi investimenti in data center per potenziare la divisione AI, e ASML, attesa questa settimana con i conti, insieme ai big bancari americani come JPMorgan, Goldman Sachs e Morgan Stanley. La settimana sarà animata anche dai dati macro: CPI USA e UK, inflazione nell’eurozona e letture preliminari dei PMI in Europa, Francia e Germania. Sul mercato obbligazionario europeo, il rendimento del Bund trentennale è salito ai massimi da ottobre 2023, segnale di vendite che si sono estese anche ai Treasury USA, dove il decennale si mantiene intorno al 4,41%, confermando un quadro di tensione per il comparto a lunga scadenza. Sul fronte geopolitico, Trump ha confermato di voler mandare altre lettere ai Paesi che non hanno ancora trovato un accordo commerciale, tra cui l’Europa, reiterando la minaccia di nuovi dazi dal 1° agosto. Inoltre, il presidente USA ha annunciato di voler fare una "dichiarazione importante" sulla Russia, alimentando nuove incognite sui rapporti con Mosca. In attesa di capire l’impatto delle trimestrali e dei dati macro, i mercati restano in una fase di cautela, con volumi ridotti e un occhio sempre puntato sui flussi verso le commodities e sul continuo rally del bitcoin, che si mantiene sopra i 110.000 dollari nonostante la recente correzione. La settimana 29 si preannuncia così densa di spunti: la reazione ai conti societari, l’inflazione USA, eventuali sviluppi nei negoziati commerciali e l’andamento delle materie prime saranno i temi chiave da monitorare per capire se i mercati avranno la forza di confermare i recenti massimi o se, invece, inizieranno a consolidare. I market movers oggi sono: PIL 2° trimestre, produzione industriale e tasso di disoccupazione in Cina, indice ZEW delle condizioni economiche in Germania, CPI (inflazione) negli Stati Uniti.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso positivi con poche eccezioni. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,51%, China A50 +0,28%, Hang Seng ha chiuso a +0,67%, il Nikkei -0,05%, l’Australia +0,06%, Taiwan ha chiuso a -0,74%, la Corea del Sud Kospi +0,61%, l’indice Indiano Sensex -0,16%. Il nostro FTSEMib +0,27%, Dax chiuso -0,39% Ftse100 +0,64%, Cac40 -0,27%, Zurigo -0,15%. Lo S&P500 +0,14%, il Nasdaq +0,27%, il Russell2000 +0,67%. L’oro ha chiuso a 3.359,10 ollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 66,98$ per il wti e 69,21$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 35,240. Lo spread BTP/BUND 88,800. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 17,20%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi ad esclusione della Cina continentale. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,72%, China A50 -0,78%, Hang Seng ha chiuso a +0,27%, il Nikkei +0,19%, l’Australia +0,59%, Taiwan ha chiuso a +0,83%, la Corea del Sud Kospi +0,00%, l’indice Indiano Sensex +0,15%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 3.371,81 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 66,64$ per il greggio e 68,93$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 117.653 e l’Ethereum 2.970.
Buona giornata.
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