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Pillole di Mercato

(28° settimana - anno 2025)

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Citazione del giorno:

Thomas Merton: “Non ti auguro di essere felice, sarebbe troppo facile, ma ti auguro di saper trovare la felicità in ogni piccola cosa che ti circonda”

 

I futures sugli indici azionari statunitensi sono arretrati e il dollaro si è rafforzato dopo che il presidente Donald Trump ha riacceso le tensioni commerciali annunciando nuovi dazi più alti contro la maggior parte dei partner commerciali. I contratti sullo S&P 500 sono scesi dello 0,3%, mentre un indice del dollaro è salito dello 0,2% dopo che Trump ha dichiarato che intende imporre dazi generali del 15% o 20%, rispetto al livello attuale del 10%. Il dollaro canadese si è indebolito dopo l’annuncio di un dazio del 35% su alcune merci provenienti dal Canada, in vigore dal 1° agosto. L’oro ha messo a segno la terza giornata di rialzi consecutivi, mentre i Treasury hanno leggermente perso terreno. Trump ha anche anticipato che rilascerà a breve una “dichiarazione importante” sulla Russia e sta valutando sanzioni aggiuntive. In Asia, le borse hanno guadagnato lo 0,4%, spinte dal balzo dell’1,9% di Hong Kong. Goldman Sachs ha alzato le previsioni per i titoli asiatici (escluso il Giappone), citando un contesto macro più favorevole e rischi tariffari ridotti. Trump ha spinto avanti la sua linea protezionistica, sostenendo che le regole del commercio globale non fossero vantaggiose per gli Stati Uniti. Nonostante le tensioni, gli investitori hanno continuato a comprare azioni: l’S&P 500 ha chiuso giovedì su un nuovo massimo, segnale che il focus si è spostato verso la stagione delle trimestrali e meno sulle prospettive di crescita o inflazione. Il nuovo dazio sul Canada rappresenta un colpo per il primo ministro Mark Carney, che puntava a evitare misure punitive. I prodotti già coperti dall'accordo commerciale USMCA resteranno esclusi. Secondo Fiona Lim di Maybank, la possibilità di nuove ritorsioni canadesi spaventa i mercati, alimentando una parziale ricopertura di posizioni corte sul dollaro USA dopo i forti cali del primo semestre. Trump ha ribadito la volontà di portare avanti la sua politica economica senza concessioni. David Chao di Invesco parla di una “fatica da dazi” sui mercati, saturi di continui annunci, ritardi e nuovi dettagli. Secondo Chao, dazi tra il 10% e il 20% possono essere assorbiti lungo la filiera senza impatti drammatici sui consumatori finali. I dazi colpiranno anche Algeria, Libia, Iraq e Sri Lanka (30%), Brunei e Moldavia (25%) e le Filippine (20%). Il Brasile, già oggetto di un dazio del 50%, ha reagito parlando di reciprocità, dopo che Trump ha criticato le accuse mosse all’ex presidente Bolsonaro. Il rame ha visto un andamento divergente: futures USA in forte rialzo (miglior settimana dal 2022), mentre il benchmark globale al London Metal Exchange è in calo e si avvia alla peggior settimana da aprile. Gli operatori prevedono un blocco delle spedizioni verso gli USA, con conseguente allentamento dell’offerta altrove. In Cina, le attese di stimoli a sostegno del settore immobiliare hanno spinto il prezzo del minerale di ferro vicino ai 100 dollari a tonnellata, con un possibile miglioramento della domanda interna. In Europa, lo STOXX 600 ha chiuso in rialzo dello 0,5%, ai massimi dal 11 giugno. Il FTSE 100 di Londra ha toccato un nuovo massimo storico (+1,2%), mentre il DAX tedesco ha perso lo 0,4%. La Commissione UE ha confermato progressi verso un’intesa commerciale con Washington, con un possibile accordo di principio nei prossimi giorni. Si discute anche di misure per proteggere il settore auto europeo. I titoli minerari europei (+3,2%) e sanitari (+1,8%) sono stati i principali traini. In controtendenza le banche (-1,6%), frenate da prese di profitto. In positivo EssilorLuxottica (+5,6%) grazie alla notizia dell’ingresso di Meta Platforms nel capitale. A Wall Street, giovedì, il Dow Jones ha guadagnato oltre lo 0,4%, l’S&P 500 più dello 0,25% e il Nasdaq ha chiuso leggermente in rialzo. Ora l’attenzione si sposta sulla stagione delle trimestrali, con ASML pronta a inaugurare le danze tra i big europei la prossima settimana. I market movers di oggi sono: produzione industriale e saldo della bilancia commerciale in Gran Bretagna.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso per la maggior parte positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,55%, China A50 +0,52%, Hang Seng ha chiuso a +0,26%, il Nikkei -0,63%, l’Australia +0,65%, Taiwan ha chiuso a +0,52%, la Corea del Sud Kospi +1,32%, l’indice Indiano Sensex -0,17%. Il nostro FTSEMib -0,72%, Dax chiuso -0,31% Ftse100 +1,23%, Cac40 +0,30%, Zurigo +0,98%. Lo S&P500 +0,61%, il Nasdaq +0,95%, il Russell2000 +1,06%. L’oro ha chiuso a 3.333,42 ollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 66,89$ per il wti e 68,89$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 35,050. Lo spread BTP/BUND 92,200. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 15,94%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi con poche eccezioni. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +1,24%, China A50 +1,22%, Hang Seng ha chiuso a +1,98%, il Nikkei -0,01%, l’Australia +0,02%, Taiwan ha chiuso a +0,10%, la Corea del Sud Kospi +0,02%, l’indice Indiano Sensex -0,49%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura negativa così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 3.341,97 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 66,72$ per il greggio e 68,72$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 116.982 e l’Ethereum 2.970.

 

Buona giornata e buon fine settimana.

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