Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 8 lug
- Tempo di lettura: 4 min
(28° settimana - anno 2025)

Citazione del giorno:
Aldo Moro: “Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi”
La maggior parte degli indici asiatici ha chiuso in rialzo mentre il presidente Donald Trump ha lasciato aperta la porta a nuovi negoziati commerciali, offrendo un po’ di respiro ai mercati dopo l’annuncio di nuove tariffe su diversi paesi. In Corea del Sud le azioni sono balzate di oltre l’1,4% e il Nikkei 225 ha guadagnato lo 0,2%, mentre il benchmark MSCI della regione è salito dello 0,1%, oscillando per buona parte della giornata tra lievi rialzi e ribassi. Il won si è rafforzato e il dollaro è sceso dello 0,2%, mentre l’euro ha guadagnato terreno dopo le indiscrezioni su un’offerta americana all’Unione Europea che prevedrebbe dazi al 10%. I rendimenti dei titoli giapponesi a 30 anni hanno esteso la loro corsa, spinti da un clima di incertezza politica che alimenta tensioni sul mercato obbligazionario. Il dollaro australiano è salito a sorpresa dopo che la banca centrale ha deciso di mantenere invariati i tassi, sorprendendo molti operatori. Lunedì sera Trump ha dichiarato di essere ancora disposto a proseguire i colloqui e ha rimandato l’entrata in vigore dei dazi maggiorati almeno fino al primo agosto, allentando così i timori. Le borse, che erano crollate ad aprile dopo il primo annuncio delle tariffe generalizzate, hanno recuperato spinte dalle aspettative che la scadenza possa essere ulteriormente posticipata, seguendo il solito schema di Trump: minacciare prima e fare marcia indietro poi. Trump ha già inviato la prima serie di lettere di avvertimento sui dazi, proprio due giorni prima della scadenza fissata per il 2 luglio per chiudere accordi con i paesi sotto la minaccia dei cosiddetti “reciprocal levies”. Alcuni paesi, come Regno Unito e Vietnam, sono riusciti a trovare un’intesa di massima; con la Cina, invece, è stato raggiunto un cessate il fuoco temporaneo. In India, funzionari locali hanno dichiarato che il paese ha fatto la sua offerta finale sul commercio, lasciando ora la decisione definitiva nelle mani di Trump. Secondo molti analisti, i mercati vedono queste ultime mosse come un gioco tattico per accelerare i negoziati più che un segnale di rottura definitiva. HSBC sottolinea come gli operatori finanziari sembrino ormai abituati a queste giravolte, tanto che la volatilità implicita è rimasta bassa. Nel frattempo, l’economia statunitense continua a reggere bene: l’occupazione rimane solida e l’inflazione contenuta, mentre la Fed resta prudente e attende di valutare gli effetti dei dazi sui dati macro dei prossimi mesi. La scorsa settimana, l’S&P 500 ha toccato un nuovo massimo storico, proprio alla vigilia del termine per i negoziati imposto da Trump. In Giappone, i bond a lunghissimo termine sono sotto pressione, con i rendimenti sui 30 anni vicini ai massimi storici, un segnale che il mercato teme ripercussioni legate ai rischi politici interni. Sul fronte societario, Samsung Electronics ha riportato il primo calo degli utili dal 2023, penalizzata dalle restrizioni USA sui chip AI destinati alla Cina e da ritardi nelle forniture a Nvidia. Apple ha subito un altro colpo con la partenza del responsabile AI, passato a Meta. Nissan, infine, ha annunciato la vendita di obbligazioni per circa 5 miliardi di dollari per finanziare il piano di rilancio del CEO Ivan Espinosa. In Europa, le borse hanno chiuso in rialzo lunedì, sostenute da tecnologici e banche, mentre gli investitori seguivano da vicino le notizie sui dazi americani. Lo Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,4%, con il DAX in crescita dell’1,2% e il CAC 40 francese in salita dello 0,4%. L’IBEX spagnolo ha chiuso a +0,7%, mentre il FTSE 100 è rimasto indietro, penalizzato dal calo di Shell (-2,9%) dopo l’avviso su utili più deboli per il gas integrato e la chimica. Tra le notizie di rilievo, Capgemini ha perso il 5,6% dopo l’acquisto da 3,3 miliardi di dollari della società di outsourcing tecnologico WNS, mentre SAP e ASML sono salite di circa il 2% ciascuna. Il comparto bancario ha brillato, con SocGen in rally del 2,8% ai massimi dal 2017. L’attenzione resta alta sulla scadenza del 9 luglio, quando Trump potrebbe formalizzare i dazi aumentati. Il presidente ha dichiarato che i paesi coinvolti saranno informati entro quella data, ma l’effettiva applicazione slitterà probabilmente al primo agosto, regalando qualche settimana in più per negoziare. Sul fronte macro, l’indice di fiducia degli investitori dell’Eurozona ha sorpreso positivamente, salendo ai massimi da oltre tre anni. Nei prossimi giorni, focus su inflazione di giugno in Germania e Francia e sul PIL britannico, oltre ai verbali Fed attesi mercoledì. Nel complesso, i mercati restano cauti, ma per ora continuano a reggere il mix di dati solidi e negoziati che, almeno per il momento, sembrano più spinta tattica che reale minaccia. I market movers di oggi sono: decisione sui tassi di interesse da parte del RBA in Australia (attuale 3,85% - previsione 3,60%)
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,24%, China A50 -0,62%, Hang Seng ha chiuso a -0,45%, il Nikkei -0,62%, l’Australia -0,24%, Taiwan ha chiuso a -0,71%, la Corea del Sud Kospi +0,20%, l’indice Indiano Sensex -0,06%. Il nostro FTSEMib +0,74%, Dax chiuso +1,06% Ftse100 -0,19%, Cac40 +0,35%, Zurigo -0,17%. Lo S&P500 -0,79%, il Nasdaq -0,92%, il Russell2000 -1,55%. L’oro ha chiuso a 3.348,00 ollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 68,01$ per il wti e 69,64$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 34,145. Lo spread BTP/BUND 91,700. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 17,77%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere per la maggior parte positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,61%, China A50 +0,45%, Hang Seng ha chiuso a +0,70%, il Nikkei +0,27%, l’Australia -0,27%, Taiwan ha chiuso a -1,01%, la Corea del Sud Kospi +1,53%, l’indice Indiano Sensex -0,03%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura contrastata mentre gli Stati Uniti sono positivi. L’oro si attesta a 3.340,52 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 67,52$ per il greggio e 69,19$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 108.031 e l’Ethereum 2.546.
Buona giornata.
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