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Pillole di Mercato

(28° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

J.M. Barrie: “Quando vi svegliate al mattino, le cattiverie e i pensieri malvagi con i quali vi siete coricati sono stati ripiegati con cura e sistemati in una zona remota della vostra piccola mente, e in cima, ben esposti e aerati, restano i pensieri più dolci, pronti per essere indossati.”

 

I mercati tornano a fare i conti con la geopolitica. Dopo settimane in cui l'attenzione era concentrata quasi esclusivamente sull'intelligenza artificiale e sulla rotazione tra i titoli tecnologici, la riaccensione delle tensioni in Medio Oriente ha riportato al centro della scena il rischio energetico e le sue possibili conseguenze su inflazione e banche centrali. Il petrolio Brent è tornato sopra i 76 dollari al barile, con un rialzo superiore al 2%, dopo che gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi raid aerei contro obiettivi in Iran e revocato l'autorizzazione che consentiva a Teheran di esportare petrolio sui mercati internazionali. La decisione arriva dopo i nuovi attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz, uno dei punti più strategici per il commercio mondiale di energia. Sebbene alcune petroliere continuino a transitare nell'area, il clima di incertezza è tornato ad aumentare e gli operatori stanno rivalutando il rischio legato alle forniture. La reazione dei mercati, tuttavia, è stata finora relativamente composta. Le borse asiatiche hanno chiuso in calo, ma senza segnali di panico generalizzato. L'indice MSCI Asia Pacific ha perso terreno, mentre il Kospi sudcoreano ha registrato una flessione più marcata, superiore al 5%, penalizzato soprattutto dalla prosecuzione delle prese di profitto sui grandi nomi dei semiconduttori. I futures americani sono rimasti sostanzialmente stabili, segnale che gli investitori, almeno per il momento, non stanno prezzando uno scenario di escalation fuori controllo. Anche il mercato obbligazionario riflette questa prudenza. I rendimenti dei titoli di Stato sono saliti in Australia, Giappone e Nuova Zelanda, dove la banca centrale ha confermato il previsto rialzo dei tassi. Il ritorno del petrolio su livelli più elevati riporta infatti al centro il rischio che una nuova pressione energetica possa rallentare il processo di disinflazione e costringere le banche centrali a mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo del previsto. Oro e dollaro hanno beneficiato del ritorno dell'incertezza, confermando il loro tradizionale ruolo di beni rifugio, mentre il Bitcoin ha perso terreno. Nel frattempo, continua la rotazione all'interno del comparto tecnologico: mentre i semiconduttori coreani vengono alleggeriti dopo mesi di performance eccezionali, parte dei capitali si sta spostando verso titoli tecnologici cinesi rimasti più indietro, segno che gli investitori non stanno abbandonando il tema dell'intelligenza artificiale, ma stanno diventando molto più selettivi. Anche sul fronte societario emergono indicazioni interessanti. L'IPO americana di SK Hynix risulta ampiamente richiesta, confermando che l'interesse per il settore resta elevato. Allo stesso tempo, Amazon ha registrato una domanda per la sua nuova emissione obbligazionaria inferiore rispetto ai mesi scorsi, un segnale che l'entusiasmo indiscriminato verso tutto ciò che riguarda l'AI sta lasciando spazio a valutazioni più attente. Prosegue inoltre la competizione tecnologica: Meta ha presentato un nuovo modello di intelligenza artificiale per la generazione di immagini, Microsoft accelera lo sviluppo di modelli proprietari per ridurre la dipendenza da OpenAI e Anthropic, mentre DeepSeek lavora allo sviluppo di chip dedicati all'AI. La fotografia di questa giornata è quella di un mercato che continua a convivere con due forze opposte. Da una parte rimane forte la fiducia nella crescita strutturale dell'intelligenza artificiale. Dall'altra, la geopolitica ricorda quanto rapidamente possa cambiare il quadro macroeconomico, soprattutto quando torna a essere coinvolto il mercato dell'energia.

 

Commento Finale

Negli ultimi mesi il mercato ci ha insegnato che nessuna narrativa domina per sempre. Quando sembrava che esistesse solo l'intelligenza artificiale, è bastato il ritorno delle tensioni geopolitiche per riportare al centro petrolio, inflazione e banche centrali. È un promemoria importante: investire significa convivere con scenari che cambiano continuamente. Non vince chi prova a prevedere ogni evento, ma chi costruisce un metodo capace di adattarsi senza farsi travolgere dall'emotività. Perché la vera forza di un portafoglio non nasce dall'avere sempre ragione, ma dall'essere preparati anche quando il mercato cambia improvvisamente direzione.

 

I market movers di oggi sono: decisione sui tassi di interesse da parte della RBNZ in Nuova Zelanda (attuali 2,25% – aspettative 2,50%), scorte di petrolio e verbali dell’ultima riunione del FOMC negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -1,67%, China A50 -0,61%, Hang Seng -0,66%, il Nikkei -2,35%, l’Australia -0,48%, Taiwan -1,94%, la Corea del Sud Kospi -8,03%, l’indice Indiano Sensex +0,28%. Il nostro FTSEMib -0,95%, Dax -1,37%, Ftse100 +0,13%, Cac40 -0,26%, Zurigo +0,41%. Lo S&P500 -0,45%, il Nasdaq -1,16%, il Russell2000 -0,90%. L’oro ha chiuso a 4.157,40 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 70,44$ per il wti e 74,16$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 48,475. Lo spread BTP/BUND 77,040. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 16,13%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere negativi ad eccezione della Cina. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,32%, China A50 +1,16%, Hang Seng +2,71%, il Nikkei -0,73%, l’Australia -0,44%, Taiwan -0,23%, la Corea del Sud Kospi -4,70%, l’indice Indiano Sensex -0,64%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura debole mentre gli Stati Uniti sono sopra la parità. L’oro si attesta a 4.137,61 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 72,49$ per il greggio e 76,32$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 62.849 e l’Ethereum 1.759.

 

Buona giornata.

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