Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 12 minuti fa
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(26° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:
Mircea Cartarescu: “La memoria non conserva il passato: lo reinventa”
C'è una lezione che il mercato continua a ripetere ciclicamente e che questa settimana è tornata con forza: quando una narrativa è davvero potente, servono prove concrete per metterla in discussione. E oggi, almeno per il momento, il tema dell'intelligenza artificiale continua a trovare proprio quelle conferme che gli investitori stavano cercando. Dopo due sedute particolarmente difficili per il comparto tecnologico, il mercato aveva iniziato a interrogarsi se il sell-off dei semiconduttori fosse soltanto una correzione fisiologica oppure l'inizio di qualcosa di più profondo. La risposta, almeno per ora, è arrivata da Micron Technology. I risultati e soprattutto le prospettive fornite dalla società hanno riportato entusiasmo in un mercato che negli ultimi giorni aveva iniziato a mostrare qualche crepa. Il titolo è balzato con forza nell'after market dopo aver presentato una previsione di fatturato nettamente superiore alle attese degli analisti. Non si tratta soltanto di numeri migliori del previsto. Il messaggio più importante è un altro: la domanda legata all'intelligenza artificiale continua a superare l'offerta disponibile. Ed è proprio questo il cuore della storia. Negli ultimi mesi molti investitori hanno iniziato a chiedersi se la corsa agli investimenti in data center, memoria avanzata, infrastrutture AI e semiconduttori stesse raggiungendo livelli eccessivi. Micron ha fornito una risposta piuttosto chiara: le aziende continuano a comprare e, soprattutto, continuano a impegnarsi con contratti di lungo periodo. Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla trimestrale riguarda infatti gli accordi pluriennali che l'azienda sta firmando con i propri clienti. In alcuni casi si tratta di impegni che si estendono fino a cinque anni. Questo significa maggiore visibilità sui ricavi futuri e una base più solida per pianificare investimenti e capacità produttiva. Per il mercato questo elemento è fondamentale. Una delle principali critiche rivolte al settore AI negli ultimi mesi riguardava proprio il rischio che gli investimenti attuali fossero troppo concentrati nel breve termine e che la domanda potesse rallentare rapidamente. Contratti di questa durata suggeriscono invece che i grandi operatori tecnologici stanno pianificando una trasformazione che va ben oltre il prossimo trimestre. La reazione non si è limitata a Micron. L'intero comparto dei semiconduttori ha beneficiato di un improvviso ritorno della fiducia. In Corea del Sud, SK Hynix è tornata a guidare i rialzi e ha annunciato l'intenzione di raccogliere circa 29 miliardi di dollari attraverso una quotazione negli Stati Uniti. Anche Kioxia in Giappone ha mostrato una forte accelerazione, confermando che il mercato continua a premiare tutto ciò che è collegato alla filiera della memoria e dell'intelligenza artificiale. Questo è un passaggio importante perché arriva dopo una fase di forte volatilità. Solo pochi giorni fa molti osservatori parlavano apertamente di bolla e di eccesso speculativo. Oggi il mercato non sta necessariamente negando quei rischi, ma sta ricordando che una valutazione elevata può essere sostenibile se continua a essere accompagnata da una crescita eccezionale. Nel frattempo, un altro elemento sta contribuendo a migliorare il quadro complessivo: il petrolio. Il Brent è sceso sotto i livelli registrati prima dell'inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, cancellando completamente il premio geopolitico accumulato nei mesi precedenti. La graduale riapertura dello Stretto di Hormuz e il ritorno dei flussi energetici stanno riducendo una delle principali fonti di preoccupazione per gli investitori. Questo cambiamento ha conseguenze che vanno ben oltre il mercato energetico. Per mesi il petrolio è stato uno dei principali fattori di pressione sulle aspettative inflazionistiche. Con il greggio tornato sotto i livelli precedenti al conflitto, il mercato inizia a intravedere la possibilità che parte delle tensioni sui prezzi possa attenuarsi nei prossimi mesi. Ed è proprio qui che si collega il prossimo appuntamento cruciale: il dato sul PCE americano. Dopo il tono particolarmente rigoroso adottato da Kevin Warsh nella sua prima riunione da presidente della Federal Reserve, gli investitori vogliono capire se l'inflazione stia realmente rallentando oppure se la banca centrale abbia ragione a mantenere una posizione prudente. La reazione del mercato obbligazionario nelle ultime sedute è stata interessante. Dopo aver prezzato rapidamente la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi, i Treasury hanno iniziato a recuperare terreno. I rendimenti a due anni si sono allontanati dai massimi recenti, segnalando che gli operatori stanno rivalutando la probabilità di uno scenario estremamente restrittivo. Questo non significa che la Fed sia diventata improvvisamente accomodante. Significa piuttosto che il mercato sta iniziando a prendere in considerazione l'ipotesi che il picco delle pressioni inflazionistiche possa essere meno persistente di quanto temuto pochi giorni fa. Sul fronte valutario, invece, il dollaro continua a beneficiare del differenziale di rendimento rispetto alle altre principali economie. Anche se ha mostrato qualche segnale di stabilizzazione, la valuta americana rimane sostenuta da una Federal Reserve percepita come una delle banche centrali più rigorose del mondo sviluppato. Nel frattempo, la competizione nell'intelligenza artificiale continua ad accelerare. OpenAI ha presentato il proprio primo chip sviluppato insieme a Broadcom, Alphabet continua a perdere alcuni dei suoi migliori ricercatori a favore di Anthropic e la battaglia per il controllo delle infrastrutture AI sta diventando sempre più intensa. Questo elemento merita attenzione perché racconta una realtà spesso sottovalutata: la corsa all'intelligenza artificiale non è soltanto una storia finanziaria. È una competizione industriale, tecnologica e geopolitica che coinvolge governi, aziende e interi ecosistemi produttivi.
Commento finale
La settimana ci consegna un messaggio piuttosto chiaro. La correzione dei semiconduttori non ha distrutto la narrativa dell'intelligenza artificiale. Al contrario, ha dimostrato quanto il mercato resti dipendente dalle conferme sulla crescita futura. Bastano pochi giorni di dubbi per generare forti vendite, ma bastano numeri realmente solidi per riaccendere immediatamente l'entusiasmo. Questo non significa che i rischi siano scomparsi. Le valutazioni restano elevate, la volatilità è aumentata e la Federal Reserve continua a rappresentare una variabile importante. Tuttavia, finché la domanda reale continuerà a crescere più velocemente dell'offerta disponibile, sarà difficile sostenere che il ciclo dell'intelligenza artificiale sia vicino alla conclusione. Per il momento il mercato sembra aver scelto di credere ancora alla storia. E, almeno questa settimana, i numeri gli stanno dando ragione.
I market movers di oggi sono: tasso di disoccupazione in Australia, rapporto GfK sulla fiducia dei consumatori in Germania, vendite industriali in Italia, PIL 1° trimestre, indice dei prezzi PCE (preferito dalla Fed), spese personali, ordinativi di beni durevoli e richieste dei sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,07%, China A50 -0,06%, Hang Seng chiuso -0,09%, il Nikkei -0,61%, l’Australia +0,21%, Taiwan -1,93%, la Corea del Sud Kospi +3,22%, l’indice Indiano Sensex +0,67%. Il nostro FTSEMib -0,74%, Dax -0,62%, Ftse100 +0,31%, Cac40 +0,54%, Zurigo +1,49%. Lo S&P500 -0,10%, il Nasdaq -0,43%, il Russell2000 +0,37%. L’oro ha chiuso a 4.008,80 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 70,34$ per il wti e 73,87$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 40,680. Lo spread BTP/BUND 73,000. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 18,63%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,16%, China A50 +0,48%, Hang Seng chiuso -1,61%, il Nikkei +4,59%, l’Australia -0,45%, Taiwan +0,86%, la Corea del Sud Kospi +6,69%, l’indice Indiano Sensex +0,71%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.001,40 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 69,50$ per il greggio e 72,96$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 61.495 e l’Ethereum 1.643.
Buona giornata.


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